Psicologa e IA
Cara Chiara, grazie per aver condiviso la tua situazione con tanta sincerità. È un passo importante riconoscere il problema e cercare un modo per uscirne. La tua esperienza è più comune di quanto tu possa pensare e descrive chiaramente un meccanismo in cui l'acquisto compulsivo agisce come un regolatore emotivo a breve termine, offrendo una temporanea distrazione o un picco di eccitazione per gestire stati spiacevoli come l'ansia, lo stress per lo studio o le tensioni familiari. Tuttavia, come hai dolorosamente sperimentato, questo sollievo è effimero e lascia il posto a sensazioni di colpa, vergogna e a conseguenze concrete come il debito, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.
Per rompere questo ciclo, è fondamentale lavorare su due fronti paralleli: la gestione delle emozioni sottostanti e la modifica del comportamento specifico legato agli acquisti. Un primo passo pratico potrebbe essere quello di identificare i 'momenti trigger' che innescano l'impulso a comprare. Prova a tenere un semplice diario per qualche giorno, annotando cosa è successo e come ti sentivi poco prima di aprire i siti di shopping. Questo ti aiuterà a riconoscere i pattern e a prepararti. Quando senti salire l'ansia, invece di raggiungere il telefono, potresti provare a sostituire l'azione con un'altra attività che ti impegni e ti dia un senso di gratificazione, come una breve camminata, una chiamata a un'amica di cui ti fidi, o un esercizio di respirazione profonda per qualche minuto. L'obiettivo non è reprimere l'emozione, ma trovare un canale di sfogo più sano e meno dannoso.
Sul fronte finanziario e comportamentale, è necessario creare barriere concrete che rendano più difficile agire d'impulso. Potresti rimuovere i dati della carta di credito salvati sui siti e disattivare la memorizzazione della password. Chiedi ai tuoi genitori, dato che la carta è a loro intestata, di aiutarti a impostare un limite di spesa molto basso o di sostituirla temporaneamente con una carta prepagata ricaricabile con un importo fisso e controllato, dedicato solo alle spese necessarie. Questo non è un segno di debolezza, ma una strategia di protezione mentre lavori sul problema. Inoltre, sfrutta il potere del ritardo: quando vedi un oggetto che desideri, imponiti una regola di attendere almeno 48 ore prima di poterlo acquistare. Spesso l'urgenza e l'eccitazione svaniscono in quel lasso di tempo.
È altrettanto cruciale esplorare modi per gestire l'ansia alla radice. Considera la possibilità di parlare con un professionista della salute mentale, come uno psicologo, che possa aiutarti a sviluppare strategie di coping più efficaci e a comprendere meglio le dinamiche che alimentano questo comportamento. La terapia cognitivo-comportamentale, in particolare, si è dimostrata efficace per le dipendenze comportamentali come lo shopping compulsivo. In parallelo, potresti esplorare attività che ti aiutino a costruire un senso di autostima e calma non legato al consumo, come un hobby creativo, dello sport o del volontariato.
Infine, riguardo alle amiche i cui complimenti ti incoraggiano in modo distorto, potresti provare a essere onesta con una di loro, spiegando che stai cercando di controllare le tue spese e che, per un periodo, preferiresti non ricevere commenti sugli acquisti nuovi. Questo può aiutarti a creare un ambiente esterno più favorevole al cambiamento. Ricorda, la tua volontà di cambiare è la risorsa più preziosa. I passi indietro possono accadere, ma non annullano il percorso fatto. Concentrati sul progresso, non sulla perfezione, e sii gentile con te stessa durante questo processo di riappropriazione del controllo.