Psicologa Ana Chiara

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Quando l’aiuto agli altri diventa un peso: come proteggere il cuore senza smettere di donarsi

Da circa un anno ho iniziato a dedicarmi al volontariato in una casa di riposo, un’esperienza che mi ha riempito il cuore ma che ora sta diventando una fonte di ansia crescente. All’inizio era un impegno leggero, due pomeriggi a settimana, ma con il tempo ho preso a cuore molte delle persone lì, soprattutto una signora di 89 anni, Clara, che mi ricorda tanto mia nonna. Ora mi sento in colpa se non riesco ad andare ogni giorno, anche se so che non è realistico. Inoltre, ho notato che quando torno a casa dopo le visite, mi assale una tristezza profonda che dura ore, come se assorbissi tutto il dolore di chi è lì. Ho 48 anni, lavoro come insegnante part-time e ho due figli adolescenti che stanno vivendo un momento difficile a scuola. Vorrei continuare ad aiutare, ma ho paura di esaurirmi o di trascurare la mia famiglia. Come posso trovare un equilibrio tra l’altruismo che mi fa stare bene e la necessità di proteggere la mia energia emotiva?
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