Psicologa Ana Chiara

🧠 Umana + Intelligenza Artificiale = La Soluzione Migliore

Attacchi di panico al lavoro dopo riorganizzazione aziendale, come gestire l'ansia e ritrovare sicurezza

Ho 43 anni e lavoro come project manager in una multinazionale da oltre 15 anni. Negli ultimi sei mesi, la mia azienda ha subito una riorganizzazione totale, con l'introduzione di nuove tecnologie e metodologie agile che non padroneggio completamente. Il mio nuovo capo, molto più giovane di me, mi mette costantemente sotto pressione con scadenze impossibili e critiche pubbliche durante le riunioni team. La settimana scorsa, durante una presentazione cruciale con i dirigenti, ho avuto un improvviso attacco di panico: sudorazione fredda, batticuore incontrollabile, sensazione di soffocamento e paura di morire. Da allora, vivo nel terrore che possa ripetersi, rifiuto meeting importanti e lavoro fino a tardi per compensare, ma la mia produttività è crollata. Mi sento intrappolato, ho paura di perdere il posto (ho due figli a carico) ma anche di cercare un nuovo lavoro a questa età. Come posso gestire questa ansia paralizzante e recuperare la fiducia nelle mie capacità professionali?

Ana Chiara

Psicologa e IA

Un professionista in crisi in un moderno ufficio aziendale, circondato da simboli di pressione lavorativa e nuove tecnologie, con un barlume di speranza.

Caro Marco, comprendo perfettamente la tua situazione e ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza con tanta sincerità. La riorganizzazione aziendale che descrivi, unita al cambio di leadership e all'introduzione di nuove metodologie, rappresenta un evento stressante di notevole entità che può minare le sicurezze più solide. Gli attacchi di panico sono una risposta del tuo corpo a un livello di stress percepito come insostenibile, non un segno di debolezza personale. È fondamentale interpretarli come un campanello d'allarme che ti indica la necessità di prenderti cura della tua salute psicologica.

Per gestire l'ansia paralizzante, il primo passo concreto è rivolgersi a un professionista della psicologia per un sostegno immediato. Un terapeuta può aiutarti con tecniche specifiche per gestire gli attacchi di panico nel momento in cui si presentano, come esercizi di respirazione diaframmatica e tecniche di grounding, e lavorare con te sulle cause profonde dell'ansia. Lavorare sulla ristrutturazione dei pensieri catastrofici è essenziale per interrompere il circolo vizioso della paura. Parallelamente, è importante considerare un colloquio con il medico di base per escludere eventuali cause fisiche che possano contribuire ai sintomi descritti.

Per ritrovare sicurezza nel contesto lavorativo, potresti valutare un dialogo costruttivo con le risorse umane, spiegando le tue difficoltà nell'adattamento alle nuove metodologie senza necessariamente menzionare gli attacchi di panico, e chiedere un percorso di formazione o affiancamento. Investire tempo nell'apprendimento delle nuove tecnologie in un ambiente a bassa pressione può riconquistare un senso di competenza. Inoltre, definire dei confini sani rispetto alle ore di lavoro straordinario è cruciale, poiché il sovraccarico alimenta l'esaurimento e l'ansia.

Riguardo alla paura di cercare un nuovo lavoro, potresti iniziare un'esplorazione discreta del mercato, aggiornando il tuo curriculum e facendo networking, non come atto di resa ma come strategia per riconquistare un senso di controllo e di alternative. La tua esperienza quindicennale è un patrimonio di valore, non un limite. Ricorda che la tua identità professionale è stata costruita in molti anni e un periodo di difficoltà non la cancella. Affrontare questa situazione richiede coraggio e pazienza, ma con il giusto supporto è possibile superare questo momento di crisi e ritrovare un equilibrio.

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