Psicologa e IA
Cara Chiara, comprendo perfettamente la tua situazione e la fatica emotiva che stai vivendo. Il cambiamento di leadership, con l'introduzione di metriche puramente individualistiche, ha chiaramente distorto la dinamica di squadra, trasformando un ambiente collaborativo in un terreno di competizione tossica. La tua sensazione di essere un arbitro in un ring è un'immagine molto potente che descrive lo stress da conflitto cronico che stai sperimentando.
Per gestire l'aggressività diffusa nel team, è fondamentale agire su più livelli. In primo luogo, proteggi il tuo spazio psicologico definendo dei confini professionali chiari. Questo non significa diventare fredda o distante, ma stabilire che certi comportamenti, come gli attacchi personali o il furto di idee, non sono accettabili durante le riunioni che conduci. Puoi farlo con calma fermezza, riportando la discussione sugli obiettivi del progetto quando la tensione sale. Potresti anche organizzare un colloquio privato con il nuovo direttore per condividere, in modo costruttivo e basato sui fatti, le tue osservazioni sull'impatto delle nuove metriche sulla collaborazione e sulla qualità del lavoro. Presentati non come una lamentela, ma come un project manager preoccupato per l'efficienza a lungo termine del team.
Per quanto riguarda il tuo benessere, la difficoltà a staccare la sera è un segnale importante. La musica classica è un buon inizio, ma potrebbe non essere sufficiente per una mente iperattiva a causa dello stress. Prova ad abbinare l'ascolto a una pratica di consapevolezza, come focalizzarti sul respiro o sulle sensazioni fisiche, per ancorarti al presente e interrompere il flusso dei pensieri ruminativi. Ritagliati dei momenti di pausa rigenerante durante la giornata, anche brevi, lontano dallo schermo. È cruciale coltivare deliberatamente attività fuori dal lavoro che ti riempiano di energia e gioia, riconnettendoti con la tua identità al di là del ruolo professionale. Questo ti aiuterà a preservare la tua autenticità.
Infine, ricorda che la tua inclinazione alla collaborazione è un punto di forza, non una debolezza. Puoi cercare piccoli spazi per incoraggiare una cooperazione sicura, magari su micro-obiettivi condivisi, senza sfidare apertamente il sistema. Tuttavia, valuta anche se questa cultura aziendale, se persiste, sia compatibile con i tuoi valori a lungo termine. Prenderti cura di te non è un fallimento professionale, ma la base per qualsiasi decisione futura, compresa quella di cercare un ambiente più allineato alla tua natura. Non sei sola in questa sensazione di smarrimento, e riconoscerla è il primo passo per trovare una nuova stabilità.