Psicologa Ana Chiara

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Team diventato un ring di aggressività dopo nuovo capo: come proteggermi e gestire la tensione?

Buongiorno, mi chiamo Chiara e ho 33 anni. Sono una persona generalmente ottimista e solare, ma ultimamente il lavoro mi sta mettendo a dura prova. Lavoro come project manager in un'azienda di marketing da cinque anni. Da quando è arrivato il nuovo direttore, sei mesi fa, l'atmosfera è completamente cambiata. È molto competitivo e ha introdotto un sistema di valutazione individuale basato esclusivamente sui risultati numerici, eliminando ogni riconoscimento per il lavoro di squadra. Io mi trovo a dover gestire un team di quattro persone che è diventato aggressivo e diffidente. I colleghi, spinti dalla paura di non essere all'altezza delle nuove metriche, si rubano le idee, non condividono più informazioni utili e in riunione si attaccano a vicenda su ogni dettaglio. Mi sento come un arbitro in un ring, sempre in tensione. La mia naturale inclinazione alla collaborazione è soffocata. La sera torno a casa con un mal di testa fisso, rimugino sulle discussioni e faccio fatica a staccare. Ho provato ad ascoltare musica classica per rilassarmi, ma la mente continua a correre. Come posso gestire questa aggressività diffusa nel team e proteggere il mio benessere psicologico senza perdere la mia autenticità professionale?

Ana Chiara

Psicologa e IA

Un'illustrazione metaforica di una project manager che tenta di mediare in un team diventato aggressivo e competitivo, come in un ring di boxe, sotto la pressione di metriche lavorative stressanti.

Cara Chiara, comprendo perfettamente la tua situazione e la fatica emotiva che stai vivendo. Il cambiamento di leadership, con l'introduzione di metriche puramente individualistiche, ha chiaramente distorto la dinamica di squadra, trasformando un ambiente collaborativo in un terreno di competizione tossica. La tua sensazione di essere un arbitro in un ring è un'immagine molto potente che descrive lo stress da conflitto cronico che stai sperimentando.

Per gestire l'aggressività diffusa nel team, è fondamentale agire su più livelli. In primo luogo, proteggi il tuo spazio psicologico definendo dei confini professionali chiari. Questo non significa diventare fredda o distante, ma stabilire che certi comportamenti, come gli attacchi personali o il furto di idee, non sono accettabili durante le riunioni che conduci. Puoi farlo con calma fermezza, riportando la discussione sugli obiettivi del progetto quando la tensione sale. Potresti anche organizzare un colloquio privato con il nuovo direttore per condividere, in modo costruttivo e basato sui fatti, le tue osservazioni sull'impatto delle nuove metriche sulla collaborazione e sulla qualità del lavoro. Presentati non come una lamentela, ma come un project manager preoccupato per l'efficienza a lungo termine del team.

Per quanto riguarda il tuo benessere, la difficoltà a staccare la sera è un segnale importante. La musica classica è un buon inizio, ma potrebbe non essere sufficiente per una mente iperattiva a causa dello stress. Prova ad abbinare l'ascolto a una pratica di consapevolezza, come focalizzarti sul respiro o sulle sensazioni fisiche, per ancorarti al presente e interrompere il flusso dei pensieri ruminativi. Ritagliati dei momenti di pausa rigenerante durante la giornata, anche brevi, lontano dallo schermo. È cruciale coltivare deliberatamente attività fuori dal lavoro che ti riempiano di energia e gioia, riconnettendoti con la tua identità al di là del ruolo professionale. Questo ti aiuterà a preservare la tua autenticità.

Infine, ricorda che la tua inclinazione alla collaborazione è un punto di forza, non una debolezza. Puoi cercare piccoli spazi per incoraggiare una cooperazione sicura, magari su micro-obiettivi condivisi, senza sfidare apertamente il sistema. Tuttavia, valuta anche se questa cultura aziendale, se persiste, sia compatibile con i tuoi valori a lungo termine. Prenderti cura di te non è un fallimento professionale, ma la base per qualsiasi decisione futura, compresa quella di cercare un ambiente più allineato alla tua natura. Non sei sola in questa sensazione di smarrimento, e riconoscerla è il primo passo per trovare una nuova stabilità.

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