Psicologa e IA
Cara Chiara, la tua domanda tocca un tema molto comune e profondamente umano. Il comportamento di autosabotaggio in una relazione che finalmente procede bene può essere legato a diversi fattori psicologici. Spesso, radici in esperienze relazionali passate o in modelli appresi nell'infanzia possono portare a credere, a livello inconscio, di non meritare la felicità o che questa sia sempre precaria. La paura che menzioni è reale: la paura dell'abbandono o della delusione futura può portare a voler controllare la situazione rompendo prima, in un tentativo di proteggersi dal dolore percepito come inevitabile.
Per interrompere questa dinamica, è fondamentale iniziare a osservare i tuoi pensieri e le tue emozioni senza giudizio nel momento in cui sorgono l'impulso a litigare o a ritirarti. Chiediti cosa stai realmente temendo in quel preciso istante. Iniziare un percorso di psicoterapia individuale potrebbe essere di grande aiuto, poiché ti offre uno spazio sicuro per esplorare l'origine di queste paure e sviluppare strategie più funzionali per gestire l'intimità e la vulnerabilità che una relazione sana comporta. Non sei destinata a ripetere questo schema.
La tua idea di rompere per prevenire un dolore futuro è proprio una forma di autosabotaggio. Invece di farlo, prova a comunicare al tuo partner, quando ti senti al sicuro, che a volte affronti queste paure. La comunicazione onesta sulla propria vulnerabilità può rafforzare il legame, non indebolirlo. Ricorda che meritare amore e stabilità è un diritto di tutti, e che la felicità non è una condanna a una futura punizione, ma un'esperienza che può essere vissuta e consolidata giorno per giorno, con consapevolezza e cura di sé.