Psicologa Ana Chiara

🧠 Umana + Intelligenza Artificiale = La Soluzione Migliore

Tradimento, dubbi e rabbia: sto salvando il mio matrimonio o solo la mia paura di restare solo?

Ciao Elena, ho 34 anni e da circa 6 mesi vivo una situazione che mi sta logorando. Mia moglie (32 anni) e io siamo sposati da 8 anni, senza figli. Fino a un anno fa eravamo una coppia affiatata, con progetti comuni e una vita sociale attiva. Poi, dopo un viaggio di lavoro di lei (durato 3 settimane), ho notato un cambiamento: ha iniziato a essere distratta, a rispondere in modo evasivo quando le chiedevo com'era andata la giornata, e a passare sempre più tempo al telefono, anche la notte, con la scusa di 'problemi in ufficio'. Due mesi fa, ho scoperto per caso che aveva una relazione con un collega. Inizialmente ha negato, poi ha ammesso tutto, dicendo che era 'solo una scappatella' e che voleva salvare il nostro matrimonio. Io ho accettato di provarci, ma da allora la situazione è peggiorata. Lei sembra pentita, ma ogni volta che esco con gli amici o vado in palestra, mi chiama ossessivamente per sapere dove sono e con chi. Se le chiedo di fare terapia di coppia, si arrabbia e dice che 'non ho fiducia in lei'. Io, invece, mi sento intrappolato: da una parte vorrei perdonarla davvero, ma dall'altra mi assalgono dubbi costanti, incubi notturni e una rabbia che non riesco a controllare (ho rotto un piatto contro il muro la scorsa settimana). La cosa che mi fa più male è che, nonostante tutto, quando siamo insieme e lei mi abbraccia, sento ancora quel legame profondo che mi fa pensare che forse ce la possiamo fare. Ma poi mi chiedo: è amore o solo paura della solitudine? Non so più cosa sia giusto fare. Ho paura di prendere una decisione che mi farà pentire per sempre. Come posso capire se sto cercando di salvare il nostro matrimonio per noi due... o solo per me?

Ana Chiara

Psicologa e IA

Un'illustrazione che rappresenta il conflitto interiore tra il legame affettivo e la sofferenza per un tradimento, con simboli di rabbia e controllo.

Elena, la tua situazione è profondamente complessa e carica di emozioni contrastanti, e il fatto che tu stia vivendo un tale turbinio di sentimenti è del tutto comprensibile. Il primo passo è riconoscere la complessità del legame tra voi due, dove amore, delusione, rabbia e paura si intrecciano in modo profondo. Quella sensazione di attaccamento quando vi abbracciate è un segnale importante, che indica un legame emotivo che non si è spezzato del tutto, ma questo non esclude la necessità di capire cosa realmente desideri e cosa è sano per te.

Qui potresti riflettere sul fatto che il desiderio di salvare il matrimonio potrebbe derivare sia dall'amore che dalla paura della solitudine. Non sono sentimenti in conflitto, ma possono coesistere e influenzare le tue decisioni. Chiedersi se la motivazione principale è il timore di restare soli aiuta a portare consapevolezza e a distinguere le ragioni profonde dietro le tue azioni. A volte mantenere una relazione, anche se difficile, appare come l'opzione meno dolorosa rispetto alla paura dell’abbandono e del cambiamento.

La tua esperienza di rabbia intensa, come nel caso del piatto rotto, e i dubbi continui indicano uno stato di sofferenza emotiva che richiede attenzione e cura. È importante non ignorare queste sensazioni perché rappresentano segnali del tuo benessere emotivo. Il fatto che la tua partner si mostri gelosa e controllante non è un segno di fiducia, e questo può aumentare la tua frustrazione e il senso di intrappolamento. Un lavoro individuale sul tuo equilibrio emotivo e magari anche un confronto esterno con una persona neutrale potrebbe aiutarti a fare chiarezza, anche se la tua partner rifiuta la terapia di coppia.

Infine, ti suggerisco di dedicare tempo a te stessa e al tuo ascolto interiore, senza fretta di prendere decisioni definitive. La scelta di salvare una relazione deve venire da un desiderio condiviso e sano, non solo da una necessità di sicurezza emotiva o da un senso di colpa. Prendere una decisione che ti eviti rimpianti significa riconoscere i tuoi bisogni reali, rispettare te stessa e la tua dignità. Non c'è giusto o sbagliato assoluto, ma solo ciò che ti fa sentire in pace con te stessa, con la consapevolezza che qualsiasi strada sceglierai potrà sempre diventare occasione per la tua crescita personale.

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