Formicolio alle mani e vampate durante il lavoro da remoto, può essere psicosomatico?
Ho 27 anni e da circa otto mesi lavoro da remoto come grafica freelance. Da quando ho accettato più incarichi contemporaneamente, avverto episodi ricorrenti di formicolio alle mani, sudorazione e una sensazione di calore improvviso al viso, soprattutto quando devo comunicare ai clienti che una consegna subirà un ritardo. Gli esami del sangue, la visita neurologica e i controlli della tiroide sono risultati nella norma. Il medico ha ipotizzato che i sintomi possano essere collegati all ansia, ma io non mi sento sempre agitata quando compaiono. Spesso mi accorgo di trattenere le parole, accettare richieste che non posso sostenere e rimuginare per ore dopo una telefonata. Durante l università ho vissuto un periodo traumatico in cui venivo criticata duramente ogni volta che esprimevo un bisogno, e da allora faccio molta fatica a dire di no. Quando i sintomi iniziano, interrompo il lavoro, controllo ripetutamente il battito e temo che ci sia una malattia fisica non ancora scoperta. Vorrei capire se il formicolio e le vampate possono essere manifestazioni psicosomatiche legate alla difficoltà di essere assertiva e alla possibile rimozione delle emozioni, oppure se dovrei chiedere altri accertamenti. Come posso distinguere un segnale medico da una reazione allo stress e iniziare a gestire queste situazioni senza spaventarmi?