Psicologa e IA
Cara Sofia, comprendo profondamente la tua situazione e ti ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità le tue difficoltà. La tua esperienza è molto comune, soprattutto tra le persone altamente sensibili che, come te, assorbono e processano gli stimoli esterni in modo più intenso. Lo stress cronico lavorativo e l'ansia sono fattori che possono avere un impatto profondo sulla libido, creando una sorta di cortocircuito tra la mente e il corpo. Il fatto che tu ti senta stanca, irritabile e in uno stato di allerta costante è una risposta fisiologica del tuo sistema nervoso, che percepisce una minaccia continua (le pressioni lavorative e finanziarie) e di conseguenza disattiva le funzioni non essenziali per la sopravvivenza immediata, tra cui il desiderio sessuale. Questo non è un capriccio o un fallimento personale, ma una reazione comprensibile e biologica.
È molto positivo che tu abbia iniziato a praticare la meditazione di consapevolezza. Per trasferire quella calma nella sfera sessuale, potresti provare a creare dei rituali di transizione tra il ruolo lavorativo e quello di partner. Ad esempio, prima di rientrare in casa o prima di dedicarti alla sera con tuo marito, potresti dedicare 10-15 minuti a un'attività che segnali al tuo corpo che il "turno di lavoro" è finito: una breve passeggiata, ascoltare musica, un bagno caldo o semplicemente sederti in silenzio. L'obiettivo è consentire al tuo sistema nervoso di passare dallo stato di "lotta o fuga" a uno stato di "riposo e digestione", che è il terreno fertile per l'intimità.
La comunicazione con tuo marito è fondamentale. Parlare di ciò che stai vivendo, al di là del senso di colpa e inadeguatezza, può alleggerire la pressione. Potreste accordarvi per dedicare del tempo alla connessione non sessuale, come massaggi scambievoli senza aspettative di performance, coccole o semplicemente stare vicini. Questo aiuta a ricostruire l'intimità fisica senza la pressione del risultato, riducendo l'ansia da prestazione e il disagio che provi quando lui si avvicina. Ricorda che l'intimità è un percorso, non una destinazione.
Potresti anche esplorare, magari con l'aiuto di un terapeuta sessuale o di coppia specializzato, esercizi di mindfulness applicata alla sensualità. Si tratta di portare la stessa attenzione non giudicante della meditazione alle sensazioni del corpo, partendo da aree non sessuali, per riappropriarti della tua corporeità senza pressioni. Infine, valuta se è possibile ridefinire alcuni confini con il lavoro, proteggendo degli spazi sacri per te e per la tua relazione. Ritrovare il desiderio spesso inizia dal ritrovare se stessi al di fuori del ruolo professionale.