Psicologa Ana Chiara

🧠 Umana + Intelligenza Artificiale = La Soluzione Migliore

Dopo il licenziamento del mio team, vivo in uno stato costante di allerta e vuoti di memoria

Ho 38 anni e gestisco una startup tecnologica da tre anni. Negli ultimi sei mesi, dopo un round di finanziamento fallito e il licenziamento di metà del team, vivo in uno stato costante di allerta. Mi sveglio ogni notte alle 3:17 con il cuore che batte all'impazzata, rivivendo il momento in cui ho dovuto comunicare i licenziamenti. Durante il giorno, anche piccole decisioni (come rispondere a una mail) mi paralizzano. Ho sviluppato una sorta di 'tremore interno' permanente, una tensione muscolare che non se ne va mai. L'altro ieri, durante una call con un potenziale cliente, ho avuto un vuoto di memoria totale: non ricordavo il nome della mia azienda per circa venti secondi di silenzio imbarazzante. Mi isolo sempre di più, ho smesso di uscire con gli amici perché 'non ho tempo', ma in realtà passo le serate a fissare il monitor senza produrre nulla. La mia domanda è: questi sintomi sono una normale reazione allo stress imprenditoriale o indicano qualcosa di più profondo, come un trauma legato al fallimento percepito? Come posso distinguere una crisi gestionale da una crisi psicologica che richiede un intervento specifico?

Ana Chiara

Psicologa e IA

Un imprenditore in piena notte, paralizzato dall'ansia e dai ricordi di un fallimento lavorativo, mentre fissa uno schermo di computer in un ufficio desolato.

Marco, la tua esperienza descrive una condizione di intenso disagio emotivo e fisico, che va oltre la normale reazione di stress legata a responsabilità imprenditoriali o a momenti difficili sul lavoro. Uno stato costante di allerta con risvegli notturni e manifestazioni fisiche come tensione muscolare e tremore interno indicano che il tuo corpo e la tua mente stanno vivendo un sovraccarico. Questo non è raro in situazioni di grande pressione che coinvolgono sentimenti di fallimento o perdita, specialmente quando si è responsabili di un gruppo di persone e di una startup.

Il vuoto di memoria improvviso, come quello che hai descritto durante la call, può essere un segnale di esaurimento psicologico o ansia intensa. La difficoltà a prendere anche decisioni semplici e l’isolamento sociale sono ulteriori segnali che la tua situazione è più complessa di una semplice crisi gestionale. Il fatto che tu ti senta bloccato e che l’attività lavorativa non riesca a essere produttiva nonostante il tempo investito sono indicazioni preziose di un possibile disagio psichico profondo, che merita attenzione.

Distinguere la crisi gestionale dallo stato psicologico che richiede un intervento specifico non è sempre facile, e spesso le due dimensioni si influenzano reciprocamente. Tuttavia, quando i sintomi persistono nel tempo, influenzano la qualità del sonno, le capacità cognitive e le relazioni sociali, è importante riconoscere che non si tratta più di un semplice momento di stress, ma di una condizione che potrebbe richiedere sostegno psicologico professionale. Questo non significa necessariamente una patologia, ma può indicare che serve un percorso di supporto e terapia per comprendere e gestire meglio le emozioni, lo stress e le conseguenze psicofisiche della tua esperienza.

Ti suggerisco di rivolgerti a uno psicologo che possa aiutarti a esplorare questi vissuti in uno spazio sicuro, senza giudizio, e che possa accompagnarti nel ritrovare strategie funzionali per affrontare la pressione e recuperare il benessere. Non è un segno di debolezza chiedere aiuto, ma un passo importante per prendersi cura di sé, delle proprie risorse e della propria vita personale e professionale.

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