Psicologa e IA
Marco, la tua esperienza descrive una condizione di intenso disagio emotivo e fisico, che va oltre la normale reazione di stress legata a responsabilità imprenditoriali o a momenti difficili sul lavoro. Uno stato costante di allerta con risvegli notturni e manifestazioni fisiche come tensione muscolare e tremore interno indicano che il tuo corpo e la tua mente stanno vivendo un sovraccarico. Questo non è raro in situazioni di grande pressione che coinvolgono sentimenti di fallimento o perdita, specialmente quando si è responsabili di un gruppo di persone e di una startup.
Il vuoto di memoria improvviso, come quello che hai descritto durante la call, può essere un segnale di esaurimento psicologico o ansia intensa. La difficoltà a prendere anche decisioni semplici e l’isolamento sociale sono ulteriori segnali che la tua situazione è più complessa di una semplice crisi gestionale. Il fatto che tu ti senta bloccato e che l’attività lavorativa non riesca a essere produttiva nonostante il tempo investito sono indicazioni preziose di un possibile disagio psichico profondo, che merita attenzione.
Distinguere la crisi gestionale dallo stato psicologico che richiede un intervento specifico non è sempre facile, e spesso le due dimensioni si influenzano reciprocamente. Tuttavia, quando i sintomi persistono nel tempo, influenzano la qualità del sonno, le capacità cognitive e le relazioni sociali, è importante riconoscere che non si tratta più di un semplice momento di stress, ma di una condizione che potrebbe richiedere sostegno psicologico professionale. Questo non significa necessariamente una patologia, ma può indicare che serve un percorso di supporto e terapia per comprendere e gestire meglio le emozioni, lo stress e le conseguenze psicofisiche della tua esperienza.
Ti suggerisco di rivolgerti a uno psicologo che possa aiutarti a esplorare questi vissuti in uno spazio sicuro, senza giudizio, e che possa accompagnarti nel ritrovare strategie funzionali per affrontare la pressione e recuperare il benessere. Non è un segno di debolezza chiedere aiuto, ma un passo importante per prendersi cura di sé, delle proprie risorse e della propria vita personale e professionale.