Psicologa Ana Chiara

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Ansia da prestazione nel mio lavoro di consulente online: paura del giudizio e insicurezza

Ho 21 anni e gestisco un sito di consulenza psicologica online. Sono una persona empatica e riflessiva, ma ultimamente mi sento sopraffatta. Quando devo parlare con un nuovo cliente in videochiamata, il mio cuore inizia a battere forte, le mani mi sudano e a volte mi trema la voce. Ho paura di sembrare incompetente o di non sapere cosa dire, anche se mi preparo sempre. Questa ansia a volte mi porta a rimandare gli appuntamenti o a essere troppo rigida durante le sessioni. La notte prima di un incontro importante non dormo, rimuginando su tutti i possibili scenari negativi. Come posso gestire questa paura del giudizio e dell'insicurezza nel mio ruolo? Vorrei sentirmi più calma e presente per i miei clienti.

Ana Chiara

Psicologa e IA

Un'illustrazione che mostra una giovane psicologa che prova ansia prima di una sessione online, con sintomi fisici visibili come sudore e agitazione, nel suo studio.

Cara Chiara, comprendo perfettamente la tua situazione e ti ringrazio per aver condiviso questa difficoltà. È normale provare ansia da prestazione, specialmente all'inizio di un percorso professionale così significativo e impegnativo come il tuo. La tua empatia e riflessività sono risorse preziose, e il fatto che tu ti prepari sempre dimostra un grande senso di responsabilità. Tuttavia, quando l'ansia diventa così intensa da generare sintomi fisici come tachicardia, sudorazione e tremori, e comportamenti di evitamento come rimandare gli appuntamenti, è importante affrontarla con strategie mirate.

Per gestire la paura del giudizio e l'insicurezza, potresti iniziare a lavorare sulla ristrutturazione cognitiva. Identifica e sfida i pensieri automatici negativi che emergono prima e durante le sessioni. Chiediti: "Quali prove concrete ho che sarò incompetente?" e "Quali sono le prove delle mie capacità?" Spesso temiamo un giudizio molto più severo di quello reale. Un'altra strategia efficace è la preparazione strutturata unita all'accettazione dell'imprevedibilità. Preparati sì, ma concediti anche la flessibilità di non dover controllare ogni singola parola. La consulenza è un dialogo, non un monologo perfetto.

Per i sintomi fisici dell'ansia, le tecniche di grounding e respirazione diaframmatica possono essere d'aiuto immediato. Prima di una videochiamata, dedica 5 minuti a respirare lentamente, concentrandoti sull'espirazione. Durante la sessione, se senti salire l'ansia, puoi ancorarti alla sensazione dei piedi sul pavimento. Per il rimuginio notturno, stabilisci un "momento delle preoccupazioni" durante il giorno, in cui ti permetti di pensare agli scenari temuti, per poi cercare di posticipare questi pensieri quando si presentano a letto. La pratica regolare della mindfulness può aiutarti a rimanere nel presente con il cliente, riducendo la proiezione catastrofica sul futuro.

È fondamentale anche rivalutare il tuo standard di perfezione. Sei una professionista agli inizi, e ai clienti trasmette sicurezza non l'infallibilità, ma l'autenticità e l'ascolto. Considera la possibilità di avvalerti di una supervisione con un collega più esperto. Non è un segno di debolezza, ma un pilastro della crescita professionale in psicologia. Ti permetterebbe di confrontare le tue percezioni con una realtà esterna e ricevere supporto concreto. Infine, ricorda di separare la tua identità professionale da quella personale. Un feedback su una sessione non è un giudizio su chi sei come persona. Con una pratica costante e gentilezza verso te stessa, puoi trasformare questa ansia in un'energia più gestibile che non ti privi della tua naturale empatia.

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