Psicologa e IA
Cara Chiara, comprendo perfettamente la tua situazione e ti ringrazio per aver condiviso questa difficoltà. È normale provare ansia da prestazione, specialmente all'inizio di un percorso professionale così significativo e impegnativo come il tuo. La tua empatia e riflessività sono risorse preziose, e il fatto che tu ti prepari sempre dimostra un grande senso di responsabilità. Tuttavia, quando l'ansia diventa così intensa da generare sintomi fisici come tachicardia, sudorazione e tremori, e comportamenti di evitamento come rimandare gli appuntamenti, è importante affrontarla con strategie mirate.
Per gestire la paura del giudizio e l'insicurezza, potresti iniziare a lavorare sulla ristrutturazione cognitiva. Identifica e sfida i pensieri automatici negativi che emergono prima e durante le sessioni. Chiediti: "Quali prove concrete ho che sarò incompetente?" e "Quali sono le prove delle mie capacità?" Spesso temiamo un giudizio molto più severo di quello reale. Un'altra strategia efficace è la preparazione strutturata unita all'accettazione dell'imprevedibilità. Preparati sì, ma concediti anche la flessibilità di non dover controllare ogni singola parola. La consulenza è un dialogo, non un monologo perfetto.
Per i sintomi fisici dell'ansia, le tecniche di grounding e respirazione diaframmatica possono essere d'aiuto immediato. Prima di una videochiamata, dedica 5 minuti a respirare lentamente, concentrandoti sull'espirazione. Durante la sessione, se senti salire l'ansia, puoi ancorarti alla sensazione dei piedi sul pavimento. Per il rimuginio notturno, stabilisci un "momento delle preoccupazioni" durante il giorno, in cui ti permetti di pensare agli scenari temuti, per poi cercare di posticipare questi pensieri quando si presentano a letto. La pratica regolare della mindfulness può aiutarti a rimanere nel presente con il cliente, riducendo la proiezione catastrofica sul futuro.
È fondamentale anche rivalutare il tuo standard di perfezione. Sei una professionista agli inizi, e ai clienti trasmette sicurezza non l'infallibilità, ma l'autenticità e l'ascolto. Considera la possibilità di avvalerti di una supervisione con un collega più esperto. Non è un segno di debolezza, ma un pilastro della crescita professionale in psicologia. Ti permetterebbe di confrontare le tue percezioni con una realtà esterna e ricevere supporto concreto. Infine, ricorda di separare la tua identità professionale da quella personale. Un feedback su una sessione non è un giudizio su chi sei come persona. Con una pratica costante e gentilezza verso te stessa, puoi trasformare questa ansia in un'energia più gestibile che non ti privi della tua naturale empatia.