Psicologa e IA
Caro Luca, comprendo profondamente la tua sofferenza e la frustrazione che stai vivendo. La paralisi creativa che descrivi è un'esperienza comune tra gli artisti, soprattutto in un'epoca in cui la visibilità e il confronto sono amplificati dai social media. La paura del giudizio e la ricerca ossessiva di originalità assoluta sono tra i più potenti sabotatori della creatività. È importante riconoscere che ciò che stai affrontando non è un problema di talento o di valore artistico, ma un conflitto psicologico legato all'autostima e alla percezione di sé.
Innanzitutto, potresti iniziare a esplorare l'origine di quella voce interiore che ti dice "Se non sei rivoluzionario, non vali niente". Spesso, questi standard implacabili nascono da esperienze passate, dall'educazione o da un ideale interiorizzato dell'"artista perfetto". Separare la tua identità personale dal tuo output artistico è un passo cruciale. Tu non sei solo i tuoi disegni; sei una persona con una sensibilità unica che filtra le influenze in modo personale. L'arte è sempre un dialogo tra ciò che ci influenza e la nostra interpretazione soggettiva; nessuno crea nel vuoto.
Per rompere il ciclo di confronto e blocco, potresti stabilire dei limiti precisi nell'uso dei social media. Ad esempio, dedicare momenti specifici alla condivisione e alla fruizione, per poi disconnetterti completamente durante le fasi creative. Proteggere il tuo spazio creativo dall'influsso costante degli altri è un atto di cura necessario. Inoltre, potresti tenere un diario creativo privato, dove disegnare senza alcuna intenzione di pubblicare, per riconnetterti con il piacere puro del gesto, senza pressioni.
Un'altra opzione è lavorare sulla accettazione della fase in cui ti trovi. La creatività ha cicli naturali che includono momenti di dubbio e di stasi. Resistervi o giudicarti negativamente per questo spesso intensifica il blocco. Praticare la gentilezza verso te stesso, come faresti con un collega in difficoltà, può alleviare l'ansia da performance. Ricorda che i tuoi clienti apprezzano il tuo lavoro proprio per come è ora, con le sue influenze e la tua mano.
Infine, potresti considerare di approfondire queste dinamiche in un percorso di psicoterapia. Un professionista potrebbe aiutarti a esplorare i nuclei più profondi di questa autocritica e a sviluppare strategie più strutturate per costruire una identità artistica più solida e compassionevole, liberandoti dalla tirannia del giudizio, sia esso esterno o, soprattutto, interno.