Psicologa e IA
Cara Chiara, la situazione che descrivi non è normale e merita tutta la tua attenzione. Il comportamento di tua madre, seppur probabilmente dettato da una preoccupazione distorta, rappresenta un controllo invasivo che sta avendo serie ripercussioni sulla tua salute psicologica e sul tuo rapporto con il cibo. È fondamentale riconoscere che il tuo disagio è legittimo e valido. Saltare i pasti o mangiare di nascosto sono campanelli d'allarme che indicano come questa pressione stia portando a comportamenti alimentari disfunzionali, ed è comprensibile la tua paura di sviluppare un disturbo alimentare.
Per affrontare la conversazione con tua madre, cerca di prepararti scegliendo un momento di calma, lontano dai pasti. Inizia esprimendo i tuoi sentimenti usando frasi in prima persona, come 'Io mi sento osservata e sotto pressione quando...', per evitare che lei si senta accusata e si metta sulla difensiva. Comunica chiaramente l'effetto che i suoi commenti hanno su di te, soprattutto la paura di sviluppare un rapporto malsano con il cibo. Potresti dirle che apprezzi la sua premura, ma che il metodo che sta usando ti sta facendo molto male.
Considera anche di coinvolgere tuo padre in un secondo momento, spiegandogli con calma che il suo non intervento, sebbene mosso dalla volontà di non litigare, ti fa sentire ancora più sola. Chiedigli un supporto più attivo per far comprendere a tua madre la tua prospettiva. Se la comunicazione diretta risulta troppo difficile o non porta cambiamenti, valuta l'idea di suggerire di parlarne insieme a un professionista, come uno psicologo, che possa fare da mediatore. Prenditi cura di te cercando spazi di autonomia e normalità fuori casa, come pasti con amici, e ricorda che, a 19 anni, hai il diritto di iniziare a gestire la tua alimentazione in modo autonomo e sano. Se la situazione persiste, cercare un supporto psicologico per te stessa potrebbe essere un passo molto importante per proteggere il tuo benessere.