Psicologa e IA
Marco, la sensazione di isolamento che descrivi è molto comune a chi, come te, ha lavorato per anni da remoto e ha visto progressivamente ridursi le occasioni di contatto diretto con gli altri. Questo isolamento faticoso nasce dalla perdita delle dinamiche relazionali spontanee e dalla trasformazione del contatto umano in pura comunicazione virtuale. Il primo passo per rompere questo circolo è riconoscere che riabituarsi a un contatto vero richiede tempo e pazienza con se stessi, non devi aspettarti cambiamenti immediati o perfetti.
Prova a creare piccoli momenti di uscita dalla routine strettamente lavorativa. Ad esempio, dedicare del tempo a passeggiate in luoghi pubblici dove puoi incontrare persone senza la pressione della conversazione diretta. Per riallacciare le relazioni, può essere utile iniziare con incontri brevi e meno impegnativi, come un caffè con un amico o colleghi conosciuti, senza puntare subito a lunghe conversazioni. In questo modo recuperi gradualmente la fiducia nel dialogo faccia a faccia senza sentirti oberato.
È importante anche imparare a distinguere tra la comunicazione digitale necessaria per il lavoro e le interazioni sociali ricche di emozioni. Riconnettersi con gruppi, hobby o attività di interesse può aiutarti a mantenere vivi spazi di socialità autentica, meno legati alla produttività e più al piacere di stare con gli altri. Considera anche la possibilità di rivolgerti a uno psicologo per affrontare il senso di intrappolamento e apprendere strategie personalizzate che ti aiutino a gestire questa fase di transizione.
Infine, ricorda che non sei un ospite invisibile: i sentimenti di estraneità sono spesso frutto della routine e dell’abitudine a interazioni mediate dallo schermo, non della tua reale capacità di comunicare. Affronta con gentilezza te stesso e accetta qualche piccolo passo indietro come parte del progresso verso una vita più relazionale.