Psicologa e IA
Cara Chiara, comprendo perfettamente la tua situazione e ti ringrazio per aver condiviso queste difficoltà che stanno influenzando sia la tua vita professionale che quella personale. La sensazione di essere un'impostora e la tendenza alla procrastinazione sono due fenomeni molto comuni e spesso interconnessi, specialmente in professioni creative come la tua, dove il giudizio sul proprio lavoro è soggettivo e costante. La sindrome dell'impostore è un modello di autovalutazione distorto che ti porta a svalutare i tuoi successi e ad attribuirli a fattori esterni come la fortuna. Questo genera un'ansia da prestazione che alimenta direttamente la procrastinazione, vista come un meccanismo di evitamento del giudizio temuto.
Per rompere questo circolo vizioso, è fondamentale iniziare a lavorare sulla ristrutturazione dei tuoi pensieri. Identificare e sfidare i pensieri automatici negativi è il primo passo per costruire una fiducia più solida. Quando pensi 'Non è abbastanza buono', prova a chiederti: quali sono le prove concrete a sostegno di questo pensiero? Quali sono le prove contrarie? Ricordati che i complimenti che ricevi sono un dato di fatto, un feedback reale sul tuo lavoro, non un'illusione. Tieni un 'diario dei successi' dove annoti ogni giorno, anche le piccole cose andate bene e i riconoscimenti ricevuti. Rileggerlo ti aiuterà a contrastare la narrazione interna negativa.
Per affrontare la procrastinazione, puoi adottare strategie comportamentali specifiche. La tecnica del 'time blocking' e del 'pomodoro' può aiutarti a spezzare l'immobilità iniziale. Imposta un timer per 25 minuti e dedicali esclusivamente a lavorare su un piccolo, definito passo del progetto, con la promessa di fare una pausa breve dopo. Spesso, l'azione stessa, per quanto piccola, riduce l'ansia e rompe il blocco. Inoltre, stabilisci delle scadenze artificiali, più anticipate di quelle reali, e separa il momento della 'creazione' da quello della 'revisione critica'. Cerca di completare una prima bozza intera, anche se imperfetta, prima di permetterti di tornare a modificare i dettagli. Questo ti aiuterà a contrastare il perfezionismo paralizzante.
È importante anche osservare come questi schemi si stiano estendendo alla tua vita sociale, un segnale che l'ansia sta occupando uno spazio sempre maggiore. Proteggere il tempo per il riposo e le relazioni sociali non è un lusso, ma una necessità per il tuo benessere psicologico e la tua produttività a lungo termine. Cerca di non annullare gli impegni con gli amici, anche quando ti senti stanca; spesso il contatto sociale ha un effetto rigenerante e ti distoglie dal rimuginio. Infine, valuta se queste strategie di auto-aiuto sono sufficienti. Parlare di queste dinamiche in un contesto di supporto psicologico individuale potrebbe offrirti uno spazio sicuro per esplorarne le radici più profonde e consolidare i progressi. Ricorda, il tuo valore professionale non è definito da un singolo progetto, ma dal percorso e dall'impegno che ci metti.