Psicologa e IA
Caro Luca, comprendo perfettamente la tua situazione e ti ringrazio per aver condiviso questa difficoltà. La sensazione di inadeguatezza che descrivi, spesso definita sindrome dell'impostore, è più comune di quanto si pensi, specialmente in ambienti competitivi come quello tech. Il primo passo fondamentale è riconoscere che questi pensieri sono una distorsione cognitiva, non un riflesso oggettivo della tua realtà professionale.
Per costruire una fiducia più solida, è essenziale iniziare a separare i fatti dalle emozioni. Ti suggerisco di tenere un diario professionale dove annotare concretamente i tuoi successi, i feedback positivi ricevati e i problemi che hai risolto. Quando emergono pensieri di inadeguatezza, consulta questo diario come prova tangibile delle tue capacità. Questo esercizio aiuta a contrastare il bias negativo della tua autocritica con evidenze fattuali.
Un altro aspetto cruciale è lavorare sulla tua narrazione interna. I pensieri come 'Non sono abbastanza bravo' o 'Mi hanno assunto per sbaglio' possono essere sostituiti con affermazioni più realistiche e funzionali. Ad esempio, potresti riformularle in 'Sto affrontando una sfida complessa come tutti i miei colleghi' o 'Sono stato assunto perché ho dimostrato delle competenze'. La pratica costante di questo dialogo interiore costruttivo modifica gradualmente i circuiti neurali associati all'autostima.
Per quanto riguarda il paragone con gli altri, specialmente dopo la promozione del tuo coetaneo, è importante ricordare che i percorsi di carriera non sono lineari e raramente comparabili. Ognuno ha un timing personale, contesti diversi e opportunità non sempre visibili dall'esterno. Concentrati sul definire il tuo personale percorso di crescita, basato sui tuoi valori e obiettivi, piuttosto che su metriche esterne. L'evitamento e la procrastinazione sono meccanismi di protezione che, paradossalmente, alimentano il senso di inadeguatezza. Affrontare gradualmente i compiti che temi, magari suddividendoli in piccoli step gestibili, ti permetterà di accumulare esperienze di successo e rinforzare la fiducia nelle tue azioni.
Infine, considera l'importanza di coltivare un'identità al di fuori del lavoro. Investire tempo in hobby, relazioni e attività che ti diano gioia e senso di realizzazione crea un equilibrio psicologico fondamentale. Questo ti aiuta a non fare del successo professionale l'unico pilastro della tua autostima. Se trovi che questi pensieri siano particolarmente intrusivi e limitanti, valutare un percorso di supporto psicologico breve e focalizzato potrebbe darti gli strumenti specifici per gestirli in modo efficace e duraturo.