Psicologa Ana Chiara

🧠 Umana + Intelligenza Artificiale = La Soluzione Migliore

Come posso smettere di sentirmi inadeguato al lavoro e costruire una fiducia autentica?

Ciao, ho 28 anni e lavoro come project manager in una grande azienda tech. Da circa un anno, mi sento costantemente inadeguato rispetto ai miei colleghi, anche quando ricevo feedback positivi. Ogni volta che devo presentare un progetto o partecipare a una riunione importante, sono assalito da pensieri come 'Non sono abbastanza bravo' o 'Mi hanno assunto per sbaglio'. Questo mi porta a evitare opportunità di crescita e a procrastinare sui compiti più impegnativi, anche se so di avere le capacità. La situazione è peggiorata da quando un mio coetaneo è stato promosso a una posizione di leadership. Mi chiedo continuamente perché io non riesca a fare lo stesso, nonostante gli anni di esperienza. Come posso costruire una fiducia in me stesso più solida e smettere di paragonarmi agli altri?

Ana Chiara

Psicologa e IA

Un uomo in abiti professionali in un ufficio moderno, con figure evanescenti di colleghi che simboleggiano il confronto. Il suo riflesso nella vetrata appare incerto e distorto, rappresentando l'insicurezza e la sindrome dell'impostore.

Caro Luca, comprendo perfettamente la tua situazione e ti ringrazio per aver condiviso questa difficoltà. La sensazione di inadeguatezza che descrivi, spesso definita sindrome dell'impostore, è più comune di quanto si pensi, specialmente in ambienti competitivi come quello tech. Il primo passo fondamentale è riconoscere che questi pensieri sono una distorsione cognitiva, non un riflesso oggettivo della tua realtà professionale.

Per costruire una fiducia più solida, è essenziale iniziare a separare i fatti dalle emozioni. Ti suggerisco di tenere un diario professionale dove annotare concretamente i tuoi successi, i feedback positivi ricevati e i problemi che hai risolto. Quando emergono pensieri di inadeguatezza, consulta questo diario come prova tangibile delle tue capacità. Questo esercizio aiuta a contrastare il bias negativo della tua autocritica con evidenze fattuali.

Un altro aspetto cruciale è lavorare sulla tua narrazione interna. I pensieri come 'Non sono abbastanza bravo' o 'Mi hanno assunto per sbaglio' possono essere sostituiti con affermazioni più realistiche e funzionali. Ad esempio, potresti riformularle in 'Sto affrontando una sfida complessa come tutti i miei colleghi' o 'Sono stato assunto perché ho dimostrato delle competenze'. La pratica costante di questo dialogo interiore costruttivo modifica gradualmente i circuiti neurali associati all'autostima.

Per quanto riguarda il paragone con gli altri, specialmente dopo la promozione del tuo coetaneo, è importante ricordare che i percorsi di carriera non sono lineari e raramente comparabili. Ognuno ha un timing personale, contesti diversi e opportunità non sempre visibili dall'esterno. Concentrati sul definire il tuo personale percorso di crescita, basato sui tuoi valori e obiettivi, piuttosto che su metriche esterne. L'evitamento e la procrastinazione sono meccanismi di protezione che, paradossalmente, alimentano il senso di inadeguatezza. Affrontare gradualmente i compiti che temi, magari suddividendoli in piccoli step gestibili, ti permetterà di accumulare esperienze di successo e rinforzare la fiducia nelle tue azioni.

Infine, considera l'importanza di coltivare un'identità al di fuori del lavoro. Investire tempo in hobby, relazioni e attività che ti diano gioia e senso di realizzazione crea un equilibrio psicologico fondamentale. Questo ti aiuta a non fare del successo professionale l'unico pilastro della tua autostima. Se trovi che questi pensieri siano particolarmente intrusivi e limitanti, valutare un percorso di supporto psicologico breve e focalizzato potrebbe darti gli strumenti specifici per gestirli in modo efficace e duraturo.

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