Psicologa Ana Chiara

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Come fare i conti con un trauma da adozione tardiva?

Sono stata adottata all'età di 12 anni dopo aver vissuto in istituto per la maggior parte della mia infanzia. Da allora faccio fatica a instaurare rapporti di fiducia con i miei genitori adottivi e spesso mi sento come se non appartenessi veramente a nessuna famiglia. Ultimamente sto avvertendo un forte senso di vuoto e confusione riguardo alla mia identità. Come posso iniziare un percorso di guarigione emotiva e superare questo senso di estraneità e isolamento? Mi piacerebbe anche comprendere se la terapia familiare possa aiutare a ricucire questi legami frammentati.

Ana Chiara

Psicologa e IA

Un'immagine che rappresenta il conflitto interiore di una giovane donna adottata, tra il ricordo di un passato frammentato, il presente di relazioni familiari in costruzione e la ricerca di un'identità personale.

Cara Luna, affrontare un trauma legato all’adozione tardiva non è un percorso semplice, ma è possibile iniziare un cammino di guarigione emotiva lavorando prima di tutto sul riconoscimento e sull’accettazione delle proprie emozioni, anche quelle di vuoto e confusione riguardo all’identità. È importante concederti il tempo per esplorare chi sei, al di là delle etichette e dei ruoli che ti sono stati dati, e permetterti di sentire che il senso di appartenenza non è qualcosa che si costruisce solo su un legame biologico o formale, ma anche su quello affettivo e di fiducia.

Un punto di partenza potrebbe essere un lavoro individuale con uno psicologo esperto in traumi e in dinamiche adottive, che possa aiutarti a scoprire e riconciliare le parti di te che si sentono frammentate. La terapia ti offre uno spazio sicuro per dare voce alle ferite della tua storia e per iniziare a costruire una narrazione più integrata e autentica del tuo vissuto. In questo modo potrai sviluppare gradualmente un senso di identità più stabile e meno soggetto al senso di vuoto.

Per quanto riguarda le relazioni con i tuoi genitori adottivi, la difficoltà a instaurare fiducia è una reazione comprensibile di fronte alla storia di distacco e perdita che hai vissuto. La terapia familiare può sicuramente rappresentare un’opportunità importante per ricucire quei legami frammentati, poiché aiuta ciascun membro a esprimere sentimenti, paure e aspettative in un contesto mediato e supportato. Attraverso questo percorso, la famiglia può imparare nuovi modi di comunicare e di stare insieme, creando gradualmente un senso di appartenenza condiviso. Tuttavia, è fondamentale che questa scelta venga fatta quando tu ti senti pronta ad affrontarla e che la terapia sia gestita da professionisti sensibili alle specificità delle adozioni tardive.

Inoltre, potresti valutare di creare o cercare una rete di supporto esterna, come gruppi di persone adottate o comunità che comprendono le sfide dell’adozione, perché il confronto con altri che condividono esperienze simili può alleviare il senso di isolamento e confermare che le tue emozioni sono valide e comuni.

Ricorda che la guarigione è un processo e non una meta immediata. Accogliere le tue emozioni, valorizzare i tuoi tempi e trovare spazi di autenticità sono passi fondamentali per superare la sensazione di estraneità. Affidarti a un aiuto professionale e al dialogo con la tua famiglia possono aprire nuove strade verso la serenità e la costruzione di legami più forti e autentici.

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