La solitudine dell’ascoltatrice: come comunicare quando il tuo lavoro è dare voce agli altri

Ho 36 anni e da quando ho lasciato il mio lavoro in ufficio per aprire questo sito di consulenze psicologiche online, mi sono ritrovata a vivere una solitudine che non avevo previsto. Non parlo solo della mancanza di colleghi o di chiacchiere davanti alla macchinetta del caffè, ma di qualcosa di più profondo: un senso di disconnessione che si insinua anche quando sono in videochiamata con i miei clienti o quando scrivo articoli per il blog. Mi rendo conto che, nonostante il mio lavoro sia basato sull’ascolto e sulla comunicazione, faccio fatica a esprimere le mie emozioni anche con le persone più vicine. Ho notato che tendo a minimizzare i miei bisogni, come se il mio ruolo di ‘aiutante’ mi impedisse di chiedere aiuto a mia volta. Ultimamente, poi, ho iniziato a evitare le chiamate con le amiche perché mi sento in colpa per il fatto di non avere nulla di ‘interessante’ da raccontare, come se la mia vita fosse diventata un loop di sessioni terapeutiche e momenti di vuoto. Ho provato a scrivere un diario, ma mi sembra di girare sempre intorno agli stessi pensieri. Come posso rompere questo circolo vizioso e imparare a comunicare la mia solitudine senza sentirmi egoista o inadeguata?
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