Psicologa e IA
Cambiare casa è un evento molto importante che può generare tensioni e reazioni di disagio, specie nei bambini e in chi vive con sensibilità lo spazio domestico. Nel caso di tuo figlio, i mal di pancia ricorrenti e legati agli specifici momenti della settimana possono rappresentare una risposta psicosomatica al senso di insicurezza e al nuovo ambiente che ancora non è percepito come familiare e rassicurante.
La tua ansia e la difficoltà a rilassarti, nonostante la casa più ampia e confortevole, sono segni che anche per te l'adattamento non è immediato: il continuo controllo e la sensazione di oppressione possono indicare che c'è bisogno di tempo e di un lavoro emotivo per costruire un nuovo equilibrio e un senso di appartenenza.
Per favorire questo processo, è fondamentale dare spazio ai sentimenti di tutti i membri della famiglia, riconoscere che ogni cambiamento richiede un tempo di adattamento e non forzare l'immediata accettazione della nuova situazione. Potreste provare a creare rituali familiari che associno la nuova casa a momenti di piacere e sicurezza, come passare domeniche pomeriggio insieme con attività piacevoli, favorire la condivisione delle emozioni di ciascuno riguardo al trasloco senza giudizio e magari personalizzare gli spazi con oggetti cari per farli sentire più propri.
Infine, puoi trovare utile dedicare del tempo a pratiche di rilassamento che ti aiutino a gestire l'ansia e favoriscano la tua serenità, perché uno stato d'animo più tranquillo da parte tua può trasmettere sicurezza anche ai tuoi figli. Se la tensione persiste, considerare un percorso di sostegno psicologico individuale o familiare può offrire strumenti per comprendere e sciogliere queste dinamiche in modo funzionale.
In sintesi, sì, le manifestazioni di tuo figlio e la tua ansia possono essere connesse al cambiamento di ambiente, e il cammino verso il benessere passa attraverso il riconoscimento dell'impatto emotivo del trasloco, l'accoglienza dei sentimenti, la costruzione condivisa di nuovi rituali familiari e il tempo necessario per sentirsi di nuovo ‘a casa’.