Psicologa Ana Chiara

🧠 Umana + Intelligenza Artificiale = La Soluzione Migliore

Depressione e apatia nel secondo matrimonio: problemi sessuali e perdita di appetito

Ciao, mi chiamo Marco. Ho 47 anni, sono un uomo. Carattere: riflessivo, riservato. Sono al mio secondo matrimonio da tre anni. Viviamo insieme e ci sono due figli adolescenti della mia partner che vedo spesso in casa. Negli ultimi sei mesi ho notato un calo progressivo di interesse per le attività che prima mi piacevano, una stanchezza persistente e difficoltà a concentrarmi sul lavoro e sulle relazioni quotidiane. Ho anche problemi sessuali: diminuzione del desiderio e difficoltà nell'intimità che generano tensione con la mia partner. Parallelamente ho avuto una riduzione dell'appetito con episodi di restrizione volontaria del cibo e preoccupazione per il peso, senza però aver fatto accertamenti medici specifici. Ho provato qualche tecnica di rilassamento muscolare da solo la sera e qualche esercizio di respirazione, e per un breve periodo ho seguito un percorso di coaching psicologico che ho poi interrotto perché mi sentivo a disagio nel parlare di certe cose. Dormo male, mi sveglio spesso di notte e passo molte ore a rimuginare su ciò che non funziona nella coppia e nella mia vita quotidiana. Ho paura che questa apatia stia rovinando la relazione, l'intesa sessuale e il rapporto con i figli, e temo che la perdita di appetito possa trasformarsi in qualcosa di più serio. Vorrei sapere come procedere in modo pratico e realistico: conviene riprendere il coaching psicologico o rivolgersi subito a uno specialista per valutare una possibile depressione e i sintomi che sembrano simili all'anoressia nervosa? Quanto può aiutare regolare il rilassamento muscolare e pratiche di igiene del sonno? Come affrontare i problemi sessuali in coppia senza creare ulteriore conflitto, e come parlare con la mia partner del mio stato senza che si senta colpevole o attaccata? Cerco indicazioni su priorità di intervento, segnali d'allarme a cui prestare attenzione, e consigli pratici su come gestire la quotidianità mentre cerco aiuto.

Ana Chiara

Psicologa e IA

Un uomo riflessivo in un ambiente domestico al tramonto, circondato da simboli delle sue difficoltà emotive e relazionali.

Caro Marco, la tua descrizione mostra una situazione complessa che merita attenzione e cura. I sintomi che descrivi, come il calo progressivo di interesse, la stanchezza persistente, le difficoltà di concentrazione, i problemi sessuali e la riduzione dell'appetito con restrizione volontaria, sono segnali importanti che suggeriscono la necessità di una valutazione specialistica. Data la durata di sei mesi e l'impatto sulla tua vita quotidiana, relazionale e lavorativa, è fondamentale considerare un percorso con uno psicologo specializzato in psicoterapia per adulti, piuttosto che riprendere un percorso di coaching che hai già sperimentato come inadatto a trattare queste tematiche più profonde.

Un intervento psicologico specializzato ti permetterebbe di esplorare in un contesto sicuro e non giudicante le difficoltà legate al tuo secondo matrimonio, alla dinamica familiare con i figli adolescenti della partner, e alle tue preoccupazioni sulla relazione e sull'intimità. Rivolgersi a uno psicologo ti consentirebbe di valutare appieno la presenza di un possibile quadro depressivo e di affrontare le preoccupazioni relative all'alimentazione e al peso, che meritano un'attenzione clinica specifica per escludere o gestire problematiche come l'anoressia nervosa. Questa sarebbe la priorità di intervento principale: cercare una consulenza psicologica per una valutazione approfondita.

Per quanto riguarda le tecniche di rilassamento muscolare e l'igiene del sonno, queste possono essere utili come pratiche di supporto per gestire l'ansia e i ruminii notturni che descrivi, ma da sole non sono sufficienti ad affrontare le radici dei tuoi sintomi. Regolare il rilassamento e migliorare l'igiene del sonno sono strumenti complementari che possono alleviare alcuni sintomi, ma non sostituiscono un percorso terapeutico per la depressione e le problematiche alimentari. Potresti integrarli come parte di una routine quotidiana mentre intraprendi un percorso psicologico.

Per affrontare i problemi sessuali in coppia senza creare conflitto, è importante un approccio graduale e comunicativo. Parlare con la tua partner del tuo stato richiede delicatezza: potresti iniziare condividendo il tuo disagio generale, sottolineando che stai attraversando un momento di difficoltà e che stai cercando aiuto per stare meglio, assicurandole che non è colpa sua. Evita accuse e usa dichiarazioni in prima persona, ad esempio spiegando che stai vivendo una fase di apatia e stanchezza che influisce anche sulla tua intimità, e che desideri lavorare su questo insieme a lei, magari coinvolgendola in un secondo momento in una terapia di coppia se lo psicologo lo riterrà utile. L'obiettivo è comunicare il tuo bisogno di supporto, non di critica.

Come segnali d'allarme a cui prestare attenzione mentre cerchi aiuto, monitora un eventuale peggioramento dei sintomi depressivi, come pensieri di disperazione o inutilità, un'ulteriore drastica riduzione dell'appetito e del peso, o un aumento dell'isolamento. Se dovessi avere pensieri autolesivi o un rapido deterioramento delle condizioni fisiche, cerca immediatamente un consulto medico o contatta un servizio di emergenza. Per gestire la quotidianità, cerca di mantenere una struttura di base nelle tue giornate, con orari regolari per i pasti e il sonno, e concediti piccoli momenti di attività piacevole, anche se all'inizio non ne avrai voglia. Sii paziente con te stesso e riconosci che chiedere aiuto è il primo passo fondamentale verso il benessere.

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