Psicologa e IA
Cara Chiara, la tua descrizione di una profonda apatia e del senso di intrappolamento in due ambiti fondamentali della vita, il lavoro e la relazione, è molto chiara e toccante. È comprensibile che la combinazione di un ambiente lavorativo tossico, caratterizzato da un capo con tratti narcisistici, e di una relazione che sta diventando emotivamente abusiva, con controllo e isolamento, abbia creato questo stato di esaurimento emotivo. La sensazione di guardare la propria vita da dietro un vetro è un'immagine potente che descrive bene il distacco emotivo e la depersonalizzazione che possono insorgere in situazioni di stress cronico e trauma relazionale.
Per cominciare a riprendere in mano la tua vita, un primo passo cruciale potrebbe essere riconoscere e nominare l'abuso. Tu stessa hai usato il termine "matrimonio che diventa abusivo". Dare un nome a ciò che stai vivendo è un atto di consapevolezza fondamentale. Parallelamente, è importante proteggere il tuo spazio mentale e fisico. Dato che il lavoro è una fonte di stress, potresti esplorare strategie per delimitare rigidamente l'impatto emotivo che ha su di te, magari dedicando del tempo subito dopo il lavoro a un'attività di transizione che segni un confine simbolico. Allo stesso modo, a casa, potresti iniziare a ripristinare piccole connessioni sicure, anche solo tramite messaggio, con le amicizie da cui ti senti isolata, per rompere l'isolamento.
Un altro aspetto da considerare è la ricerca di supporto esterno professionale. Come psicologa, conosci il valore di uno spazio neutro e di sostegno. Rivolgerti a un collega o a un terapeuta per un percorso tuo personale potrebbe essere di enorme aiuto per elaborare la situazione, ritrovare chiarezza e pianificare i prossimi passi in un ambiente sicuro. Questo supporto può aiutarti a valutare le tue opzioni sia professionali che relazionali con maggiore lucidità. Inoltre, potresti iniziare a reintrodurre piccoli gesti di cura di sé, anche se all'inizio non proverai piacere. Si tratta di azioni concrete, come una breve passeggiata o ascoltare un brano musicale, che possono aiutare a riattivare, lentamente, un senso di agency e presenza.
Infine, esplora la possibilità di elaborare un piano pratico. Questo non significa dover cambiare tutto immediatamente, ma iniziare a raccogliere informazioni: aggiornare il curriculum, esplorare il mercato del lavoro, o informarti sui servizi di supporto per situazioni di abuso emotivo. Avere un piano, anche solo abbozzato, può contrastare il senso di impotenza e intrappolamento. Ricorda che l'apatia è spesso un meccanismo di difesa di fronte a una situazione percepita come senza via d'uscita; iniziare a tracciare, anche mentalmente, delle possibili vie d'uscita può essere il primo passo per sciogliere quel torpore e ritrovare un po' di luce.